Raphus cucullatus

Epoca: Pleistocene-Olocene (da 2 milioni di anni fa fino al XVII secolo)
Dimensioni: circa 60 centimetri di lunghezza
Peso: 18 chilogrammi
Gruppo di appartenenza: Dinosauria > Saurischia > Theropoda > Aves > Columbiformes
Dieta: erbivoro
Siti di ritrovamento: isola di Mauritius

Il nome latino Raphus deriva da un termine volgare che significa "sederone". Il significato del nome comune "dodo" non è certo più gentile, poiché deriva dall’olandese "dodoor" (fannullone) e dal portoghese arcaico "doudo" (fuori di testa, sempliciotto).

Il dodo era incapace di volare, si nutriva di frutti e nidificava a terra. Nel 1992, alcuni scienziati dell’Università di Oxford hanno portato alla luce uno scheletro di dodo conservato così bene da permettere l'estrazione di numerosi frammenti di DNA e RNA. Lo studio di questo materiale genetico ha permesso di scoprire che il dodo era un parente stretto dei colombi. Da altri fossili sappiamo che gli antenati del dodo vissero nel continente africano e dunque arrivarono a Mauritius in volo. Qui, la scarsità di predatori e il clima favorevole indussero questi uccelli a divenire sempre più terricoli e corpulenti, fino a perdere la capacità di volare.

Il dodo si estinse in seguito alla rapida distruzione del suo habitat da parte dei coloni portoghesi e olandesi, che diboscarono l'isola di Mauritius, razziarono i nidi e massacrarono numerosi esemplari per semplice e deplorevole diletto, essendo la carne poco appetibile. L'introduzione di predatori come cani, maiali, ratti e scimmie diede il colpo di grazia. Incapace di fuggire altrove e impossibilitato a riprodursi, il dodo si estinse tra il 1662 e il 1681, cioè soltanto poche decine di anni dopo il suo primo incontro con l'uomo.